Il Premio Carosone a Trieste
In piazza il recital carosoniano di Amelia e Francesca Rondinella, con Lorenzo Hengheller
luned́ 13 settembre in piazza Unità d'Italia
Prima missione ‘in esterna’ per il Premio Carosone, che presenta
a Trieste (lunedì 13 in piazza Unità d'Italia), nell'ambito
della rassegna ‘Serestate in piazza’, un recital carosoniano con
la band di Amelia e Francesca Rondinella rinforzata dalla presenza di Lorenzo
Hengheller, tutti protagonisti del Premio Carosone 2003. Cantanapoli a Trieste,
Napoli carosoniana, Napoli verace eppure internazionale, d'epoca eppure modernissima.
Da tre anni il Premio Carosone si propone di ricordare l'americano di Napoli
come sarebbe piaciuto a lui: senza retorica e con tanta buona musica, segnalando
i suoi eredi, autori o interpreti in qualche modo vicini alla sua originalissima
teoria del ‘carosuono’, all'arte leggera ed inesorabile della
canzone-sorriso, pastiglia per il buonumore, per dirla con Manu Chao, tra
i fans più accesi del Carosone ‘musicoterapeuta’. Decine
di cover, programmi televisivi e radiofonici, dischi, libri (è in arrivo
quello di Stefano Bollani), ora anche una grande mostra dedicata all'arte
pittorica di Renato che partirà da Napoli e passerà anche da
Trieste. Cantanapoli, Napoli carosoniana a Trieste: Amelia e Francesca
Rondinella, belle e brave, figlie (di Luciano) e nipoti (di Giacomo) d'arte;
Lorenzo Hengheller,
jazzista impegnato a rileggere una ‘certa’ canzone italiana anni
Quaranta-Sessanta, da Carosone a Luttazzi. I successi di Renato, ma anche
i suoi brani più recenti e qualche sorpresa. La sua storia, i tasti
del suo ‘Pianofortissimo’ che si muovono tra i mandolini e il
boogie woogie, l'ironia di Gegè Di Giacomo, l'attualità di un
repertorio prezioso: la piccola ma affiatata compagnia del Premio Carosone
sbarca a Trieste con l'intento di esportare la Napoli nobilissima dell'uomo
che reinventò la canzone partenopea, e, con essa, quella italiana.
Per l'ufficio stampa Renato Rizzardi/Temacom
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